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Le foreste coprono il 45,3% del territorio del paese, che è sottoposto a tutela ambientale solo per il 6,4% (2003) del totale. Tra la vegetazione arborata, comuni sono a nord il pino, l’abete rosso e la betulla, e a sud la quercia, il pioppo, l’ontano, l’olmo e il faggio bianco.
Il Parco nazionale Belavezskaja Pusca, confinante con il parco polacco di Bialowieski, area protetta dal 1939 e World Heritage Site dal 1992, è ricco di specie allo stato selvatico, tra cui il bisonte europeo e il tarpan, una volta assai diffusi nel paese e oggi in pericolo di estinzione. Le aree boschive ospitano anche il cinghiale selvatico, l’alce, il lupo, la volpe, la lince, l’ermellino, lo scoiattolo, mentre nelle acque interne vivono la lontra, il castoro e il visone.
Il problema ambientale più serio in Bielorussia è la contaminazione dovuta all’esplosione di un reattore della centrale nucleare di Černobyl, avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 aprile 1986. La centrale era situata nell’Ucraina settentrionale, 16 km a sud del confine con la Bielorussia. L’esplosione generò una nube radioattiva, che, sospinta dal vento che spirava in direzione nord, fu trasportata in breve tempo sopra il territorio bielorusso. Oltre il 60% del fallout ad alto livello di radioattività di cesio, stronzio e plutonio interessò lo stato per circa un quinto del suo territorio, coinvolgendo oltre due milioni dei suoi abitanti. Oltre 160.000 bielorussi furono evacuati dalle loro case nelle province maggiormente contaminate di Homel’, Mahilëu e Brest. Gli isotopi radioattivi a vita lunga si fissarono successivamente al suolo, costituendo una minaccia a lungo termine per le falde acquifere, i pascoli e le colture. Nei villaggi delle zone colpite il cibo e gli altri beni sono ancora razionati, e le gravi malattie legate alle radiazioni sono sempre più diffuse.
La Bielorussia è gravata anche dal degrado del suolo dovuto all’uso massiccio di pesticidi e dall’inquinamento atmosferico, originatosi dallo sviluppo dell’industria pesante nel secondo dopoguerra. Il governo ha sottoscritto accordi internazionali in materia di inquinamento dell’aria, biodiversità, protezione delle specie in via d’estinzione, tutela dell’ambiente, salvaguardia delle zone umide, abolizione dei test nucleari, protezione dell’ozonosfera.
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